Allergie, intolleranze, sensibilità alimentari: quanto ne sai?

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Con il passare degli anni si diventa sempre più sensibili a ciò che mangiamo. Con un aumento della frequenza di fenomeni di gonfiore addominale, crampi, diarrea, insonnia sempre più persone si affidano a farmaci, test per allergie/intolleranze e drastiche esclusioni di intere categorie di alimenti, andando in molti casi ad aggravare la situazione preesistente.

ALLERGIE: QUESTIONE DI GENETICA?

Effettivamente si nasce con un bagaglio genetico che ci rende predisposti a sviluppare o meno allergie durante la nostra vita, predisposizione che a seconda dell’ambiente in cui viviamo e dei particolari eventi avversi sopraggiunti può portare allo sviluppo di nuove allergie.

Facciamo però chiarezza: un allergia è una reazione avversa che coinvolge direttamente il sistema immunitario; a scatenare la reazione sono particolari proteine dell’alimento, innocue per la maggior parte della popolazione ma non per il soggetto allergico, che deve necessariamente eliminare l’alimento coinvolto dalla dieta.

Un’intolleranza dal lato opposto non coinvolge il sistema immunitario, ne esistono di diversi tipi e sono nella maggior parte dei casi legate a specifiche carenze di enzimi digestivi: tra le più comuni, ad esempio l’intolleranza al lattosio, causata dalla mancata funzionalità dell’enzima lattasi deputato alla digestione di questo zucchero.

Sarai sorpreso di sapere che le allergie alimentari si manifestano solamente nell’1-2% della popolazione adulta; una stima decisamente inferiore rispetto alla percezione delle persone, convinti in moltissimi casi di essere colpiti improvvisamente da particolari allergie.

Un’allergia alimentare però, coinvolgendo il sistema immunitario, oltre ad essere l’unica a poter essere diagnosticata tramite l’analisi su specifici anticorpi si manifesterà in molti casi tramite prurito, orticaria, difficoltà respiratorie e sintomi gastrointestinali più marcati: non dobbiamo quindi allarmarci alle prime sensazioni di fastidio.

Purtroppo però un’eventuale diagnosi su una sensibilità alimentare avvertita si può condurre invece solamente tramite l’esclusione e la successiva reintroduzione a distanza di settimane dell’alimento indagato ed è facile che a distanza di mesi dall’esclusione dell’alimento incriminato si possa ritornare al suo consumo.

In caso di intolleranza alimentare o sensibilità non mi posso affidare a particolari test che mi indichino in partenza quale alimento eliminare?

Tantissimi di questi test sono privi di validità scientifica ed è facile che portino all’esclusione di molti alimenti, impoverendo facilmente la propria dieta, andando a rendere ancora più sensibile il nostro intestino.

PER QUALE MOTIVO?

Buona parte del nostro sistema immunitario svolge funzione proprio a livello intestinale, il primo fronte di difesa contro i microorganismi patogeni e derivati introdotti con l’alimentazione. Questa componente immunitaria ha un ruolo fondamentale nella regolazione dell’infiammazione, nel mantenimento dell’equilibrio intestinale.

La popolazione batterica del nostro intestino influisce sia sullo sviluppo di questo sistema immunitario associato alla mucosa sia sull’integrità della membrana intestinale. Un disequilibrio della flora batterica intestinale porta invece a fenomeni putrefattivi ed infiammatori causanti nel tempo un alterazione nella protezione della barriera intestinale, che diventa più sensibile.

La fase iniziale di questo disequilibrio o “disbiosi intestinale” può essere causata da uno stile di vita stressante e da una cattiva alimentazione attraverso un consumo eccessivo di zuccheri, grassi, alimenti processati e farmaci e dal lato opposto un limitato apporto di frutta, verdura e fibra.

Come punto di partenza è sempre bene quindi curare la propria alimentazione, attraverso non solo un equilibrato apporto nella dieta di grassi e zuccheri, ma anche grazie ad una corretta introduzione giornaliera di fibra, attraverso verdure, legumi, prodotti integrali e frutta.

Se la fibra svolge molteplici azioni sull’organismo, la funzione “prebiotica” ovvero di nutrimento per favorire l’equilibrio della flora intestinale è principalmente svolta dalla fibra solubile, categoria a cui appartiene l’inulina e i frutto-oligosaccaridi contenuti principalmente in vegetali come cicoria, cipolla e carciofi, alcuni legumi e cereali, e i Beta-Glucani contenuti principalmente in orzo e avena.

Attraverso un’aggiunta equilibrata di inulina a catena lunga come l’Inulina Excellence è quindi possibile da un lato esaltare la consistenza e la cremosità dei propri piatti senza dover eccedere con l’uso di grassi e senza modificare il gusto.

Dal lato opposto doniamo ai nostri menù un equilibrato contenuto di fibra solubile a lunga catena in grado di subire meno l’attacco delle lunghe lievitazioni e della cottura, mantenendo maggiormente la sua integrità fino al colon, dove verrà metabolizzata più lentamente lungo questo tratto intestinale, favorendo l’equilibrio della flora intestinale e di conseguenza stimolando la produzione di particolari molecole, o acidi grassi a catena corta, in grado, tra le molteplici funzioni, di diventare nutrimento per le stesse membrane intestinali incentivandone la protezione.

IL MASTER IN CULINARY NUTRITION E CUCINA ANTIAGING

Questo è solo uno dei tantissimi argomenti trattati nel Master in Culinary Nutrition e Cucina Antiaging di Cucina Evolution Academy.

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Partendo dalle basi della Sicurezza Nutrizionale, il percorso accademico fornisce tutte le nozioni scientifiche, sia pratiche che teoriche, per poter apprendere come variano i nutrienti, i loro effetti nel nostro organismo, a seconda di come vengono cucinati, trattati e abbinati i cibi, con l’obiettivo di ricercare il perfetto equilibrio nutrizionale per preparare piatti gustosi con cui poter vivere a lungo in gran forma.

Articolo estratto dal quinto numero del Magazine E-Good4Life.

Di Luca Missiroli – Biologo Nutrizionista

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