Nutri-Score Sì o No? Come Districarsi nella Bufera di Informazioni Contrastanti

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Chiara Manzi Ci Spiega Cosa Funziona (e Cosa No) Nel Sistama a Semaforo.

“È sbagliato condannare a priori questo sistema- afferma la dottoressa Chiara Manzi– La pandemia dell’obesità è un problema ormai ben noto. L’arma per combatterla è l’educazione del consumatore, in difficoltà tra la scelta dei molti prodotti che il mercato offre.”


Quali sono i limiti del sistema a semaforo e come agire per renderlo efficace?

“Il principale limite del Regolamento, per cui il sistema si rivela forviante, è il calcolo algoritmico in base a 100gr di prodotto. Quando si parla di condimenti come Olio Evo o Pesto Genovese Dop, le quantità utilizzate sono minime rispetto a pietanze come pizza o piatti pronti per cui le porzioni superano di gran lunga i 100 gr di prodotto” illustra la nutrizionista.


Il commento arriva a fresco dopo la notizia che McDonald’s è la prima multinazionale di fast food ad aver adottato il sistema a semaforo. Un hamburger o una pizza confezionata possono aggiudicarsi un semaforo verde, senza considerare che la porzione è quattro volte superiore ai valori medi riportati.

Nella costituzione del Regolamento dell’etichetta non si valutano le porzioni e la variabilità in base alle necessità alimentari: per sesso, età e stile di vita.

La decisione non deve essere lasciata nelle mani di produttori bensì seguire delle regole nutrizionali, adatte a educare il consumatore alla concezione delle quantità giuste per il fabbisogno personale. Invece, essendo un processo automatizzato e semplicistico, crea disorientamento e perde in efficacia.

Non solo grassi, zucchero e sale

EFSA -ente che si occupa della sicurezza alimentare europea- mette in guardia su ingredienti e additivi rischiosi per la salute. Tra gli esempi eclatanti l’olio di palma o il colorante caramello, presente in molte bibite, anche senza zuccheri che si aggiudicano il semaforo verde.

Neanche i contaminanti di processo sono nel mirino. L’acrilamide, riconosciuta carcerogena dalle linee guida OMS e EFSA, non rientra nella valutazione dei parametri per l’assegnazione del Nutri-score. Tra i prodotti che la contengono in elevate quantità ci sono anche gli omogenizzati per bambini; insieme a caffè, patatine, prodotti da forno con leggera bruciatura in superficie. 

L’esempio cileno

In Cile hanno escogitato un buon metodo per guidare nella scelta. L’etichette dei prodotti alimentari riportano un bollino nero con la dicitura“Alto en…” se calorie, grassi saturi, sodio o zuccheri superano un certo limite definito. Così facendo viene fornita un’indicazione oggettiva che induce il consumatore a comprare di meno e le industrie a modificare ricette e quantità per porzione.

“Il metodo dei bollini si potrebbe estendere anche agli additivi e ai contaminanti di processo pericolosi. Le evidenze scientifiche riconosciute da EFSA mettono in guardia il consumatore sulla presenza di questi. Per aiutare nella sensibilizzazione contro prodotti dannosi per l’organismo chi compra a orientare le proprie scelte più consapevolmente” aggiunge Chiara Manzi

Cucina Evolution Academy ha creato un disciplinare per la certificazione di prodotti sicuri anche da un punto di vista nutrizionale, congrui alle linee guida OMS e EFSA.

Francesca Pescarmona

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