La pandemia non contagiosa del ventunesimo secolo

Da ormai più di un anno ci troviamo in stato di emergenza sanitaria a causa della diffusione globale del Coronavirus.

Nel frattempo, però, stiamo assistendo alla diffusione di una pandemia non contagiosa, che è sotto gli occhi di tutti e che spesso sottovalutiamo: il sovrappeso.

Chi di noi non ha un amico o un parente in sovrappeso, con i valori alterati di trigliceridi, colesterolo, pressione o glicemia?

Obesità, malattie cardiovascolare e diabete sono patologie correlate, tant’è vero che oggi non vengono studiare e curate separatamente ma raggruppate sotto la denominazione di malattie dismetaboliche o del metabolismo.

Si definisce sindrome metabolica la contemporanea presenza di tre o più disordini tra:

  • Sovrappeso e obesità addominale (circonferenza vita ≥ 94 cm negli uomini e ≥ 80 cm nelle donne);
  • Alterata regolazione glicemica (glicemia a digiuno > 110 mg/dl);
  • Ipertensione arteriosa (PA > 130/85 mm/Hg);
  • Ipertrigliceridemia (≥ 150 mg/dl);
  • Ridotto colesterolo HDL (< 40 nei maschi e < 50 nelle femmine)

E non finisce qui. La sindrome metabolica è un fattore di rischio per tante malattie, non ultimi i tumori.

Presunti colpevoli

Una cosa è certa: la nostra salute dipende soprattutto da cosa mangiamo.

Quando entriamo in un ristorante o in prestigiose pasticcerie e facciamo qualche domanda sul valore nutrizionale dei cibi, ci sentiamo rassicurare da frasi del tipo: “Qui cuciniamo sano perchè usiamo solo ingredienti freschi, tutto biologico, nessun colorante o conservante, tutti prodotti a chilometro zero”.

Qualcuno aggiunge: “Rispettiamo la salute del consumatore perchè non facciamo cotture aggressive, solo brevi e leggere. Usiamo solo ingredienti di altissima qualità!”.

I più ingenui, con un bel sorriso sulle labbra, dichiarano: “Qui non usiamo burro, soltanto margarina e panna vegetale!”.

Moltissime persone sono convinte che le cause principali delle malattie del nostro tempo siano gli alimenti surgelati, quelli coltivati in modo tradizionale e non biologico, i coloranti o i conservanti, gli alimenti cotti a lungo o quelli senza marchio DOP.

Per non parlare dei prodotti di origine animale.

Andiamo però a chiedere agli organismi competenti quali sono le vere cause di queste malattie che affliggono la maggior parte delle persone che abitano nel mondo “ricco”.

Strano ma vero: l’Organizzazione Mondiale della Sanità, il Ministero della Salute, la SINU (Società Italiana di Nutrizione Umana) e l’INRAN sono tutti d’accordo.

Le cause delle malattie non trasmissibili legate all’alimentazione non sono gli additivi chimici, non sono i coloranti, non sono gli alimenti coltivati con fertilizzanti, non sono quelli cotti a lungo o surgelati e neanche quelli senza marchio di origine.

I principali colpevoli sono soprattutto quattro!
  1. I pasti troppo calorici, il sovrappeso e l’obesità;
  2. I pasti eccessivamente grassi, ricchi di grassi saturi e trans (margarine, panne vegetali, grassi tropicali come olio di palma e cocco, ma anche salumi, formaggi e simili);
  3. Troppi zuccheri semplici (per esempio dolci, bevande zuccherate, succhi di frutta, drink, bustine di zucchero nel caffè);
  4. Troppo sale aggiunto sugli alimenti o contenuto in essi (come nei cibi conservati, nei salumi o nei formaggi).

Ma parlare di consumo “elevato” o “eccessivo” è una misura che ci è utile? No, non basta. Abbiamo necessità di misurare cosa è troppo e cosa è poco per ogni persona.

La ricerca scientifica ci conferma che patologie diverse tra di loro come tumori e diabete, malattie cardiovascolari e Parkinson sono favorite da uno stesso tipo di alimentazione, quella dei Paesi “ricchi”.

Non ci sono evidenze scientifiche, invece, sul fatto che gli alimenti coltivati in modo tradizionale e non biologico causino tali patologie.

Assolti anche additivi e coloranti, se assunti nelle quantità consentite dalla legge (molto inferiori a quelle che potrebbero causare malattie).

Assolti anche gli OGM: a oggi non ci sono conferme di effetti negativi causati dalla loro assunzione.

Curioso il fatto che si estendano sempre più intolleranze e allergie. In casa troviamo raramente gli additivi chimici ma alimenti naturali come il latte, il pomodoro, la farine, le uova. C’è chi dice che tali intolleranze e allergie sono dovute a contaminanti e pesticidi contenuti nei cibi.

Non sa che le cause delle intolleranze sono da attribuirsi a carenze di enzimi o a predisposizione genetiche, mentre le allergie sono scatenate da macromolecole come proteine e carboidrati.

In definitiva: tutto ciò che è naturale è sempre sinonimo di salutare?

Nel nostro Master di alta formazione in Culinary Nutrition e Cucina Antiaging è possibile acquisire tutte le competenze per la realizzazione di una cucina buona e salutare, che rispetti i cardini della Cucina 3B: una cucina Buona, Bella e che fa Bene!

0

Post Correlati