Il colesterolo: togliere o aggiungere alimenti nella dieta?

Ormai è certo: alcuni alimenti contengono più colesterolo di altri. Eppure, chi soffre di ipercolesterolemia avrà già sperimentato che non sempre è sufficiente, e comunque non è mai gratificante, prendere un elenco di alimenti ed eliminarli dalla propria dieta.

“Il colesterolo contenuto nei cibi viene assimilato al massimo al 50%”, spiega la dott.ssa Chiara Manzi “ma è il consumo di grassi saturi che aumenta i livelli di colesterolo nel sangue”.

Ecco quindi che, secondo questo approccio, il focus si sposta immediatamente dal consumo di alcuni cibi all’analisi delle abitudini alimentari di chi soffre di ipercolesterolemia.

Ridurre il colesterolo, con gli abbinamenti giusti

La Nutrizione Culinaria ci insegna che non è necessario eliminare radicalmente dalla dieta alcuni alimenti: il segreto è conoscerli, e imparare a cucinarli in maniera corretta.

Le uova, ad esempio, tanto demonizzate per il loro contenuto di colesterolo, possono essere tranquillamente mangiate seguendo la giusta ricetta, il corretto metodo di cottura, i migliori abbinamenti tra gli ingredienti, e diventare un cibo nutriente, salutare e gustoso anche per chi deve tener a bada i livelli di colesterolo nel sangue.

Inoltre, grazie allo studio delle combinazioni tra gli alimenti si ottengono risultati inaspettati. Un esempio? Quello più noto riguarda la curcuma, spezia ampiamente studiata per gli effetti antinfiammatori e di interazione con il metabolismo dei grassi e che, abbinata al pepe nero, gode di una migliore disponibilità per il nostro organismo. 

Inoltre aggiungere fibra solubile ai pasti limita l’assorbimento dei grassi.

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Al Master in Culinary Nutrition non ci occupiamo solo di trattare un singolo aspetto nutrizionale per volta, ma l’approccio a 360 gradi permette una riformulazione di intere ricette secondo il principio del More&Less che sta alla base della filosofia di Cucina Evolution: meno grassi, zuccheri e sale, e allo stesso tempo più fibra, vitamine e sali minerali, mantenendo il gusto.

Oltre alla teoria, sempre supportata da ricerche scientifiche, al Master si lascia anche ampio spazio alla pratica: tutte le ricette realizzate, esclusi i piatti unici, contengono al massimo 10g di grassi, prevalentemente insaturi.

Il Master in Culinary Nutrition è il corso di specializzazione dedicato a chi vuole approfondire le conoscenze in ambito alimentare superando vecchi stereotipi e aggiornandosi sulle nuove scoperte scientifiche, per essere al passo con i tempi e avere la risposta corretta ad ogni esigenza nutrizionale.

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