E’ Solo Buono o Fa Anche Bene? La pastiera Evolution

È solo buono o fa anche bene?

Ecco la domanda che da oggi devi farti e devi fare. Entra in cucina con la Culinary Nutrition e trasforma i piatti della nostra tradizione in elisir di lunga vita.

 

Pastiera Napoletana tra tradizione ed innovazione

 

La pastiera è sicuramente il dolce pasquale più conosciuto e di certo non può mancare sulla tavola di un campano il giorno di Pasqua. Ogni famiglia si tramanda la sua ricetta ma due ingredienti la rendono un dolce inconfondibile: l’acqua di fiori d’arancio e il grano cotto.

 

La pastiera è un dolce bello e buono, ma fa anche bene?

La pastiera tradizionale prevede una base di pasta frolla ed un ripieno di ricotta, grano cotto, uova, zucchero, canditi e acqua di fiori d’arancio. Questi semplici ingredienti la rendono un dolce meravigliosamente buono, ma anche estremamente calorico poiché ricco di grassi e zuccheri.

 

Lo sapevi che una porzione di pastiera ha più calorie di due piatti di pasta da 100g conditi con un cucchiaio di olio?

 

Pastiera tradizionale *
Valori nutrizionali per porzione:

·         Proteine                      14,5 g

·         Grassi                          37 g

Di cui saturi                 17 g

·         Carboidrati                  112 g

di cui zuccheri             77 g

·         Fibra                            2 g

·         Energia                       839 Kcal

 

*I valori nutrizionali si basano sulla ricetta consultabile al seguente link https://ricette.giallozafferano.it/Pastiera-napoletana.html

 

Considerando un fabbisogno energetico giornaliero pari a 2000 kcal una porzione di pastiera tradizionale ricopre più del 40% delle calorie giornaliere, più della metà del fabbisogno di grassi e più del 100% della quantità di zuccheri semplici raccomandati.

 

Entriamo in cucina con la Culinary Nutrition e scopriamo qualche trucco per rendere la pastiera un dessert più bilanciato e con un miglior apporto di fibra, vitamine e antiossidanti.

 

  • Partiamo dalla base: Pasta Frolla Evolution

Sostituendo la pasta frolla tradizionale con quella Evolution avremo una base ugualmente fragrante ma con meno grassi e zuccheri e più fibra. Per questa frolla, ideata dal pasticciere Stefano Laghi diplomato in Nutrizione Culinaria, anziché utilizzare la farina integrale, poco gradevole al palato, aggiungiamo alla farina 00 l’inulina, una fibra vegetale prebiotica estratta dalla cicoria. Inoltre il burro o lo strutto previsto dalla frolla tradizionale per la pastiera viene sostituito con l’olio extravergine d’oliva che ha meno grassi saturi.

 

Ingredienti

-farina 00 200g

-inulina 30g

-zucchero a velo 50g

-olio extravergine d’oliva 50g

-lievito in polvere 3g

-1 uovo piccolo

-1 albume

-buccia di agrumi

 

Preparazione

Preparare una maionese montando con una frusta il tuorlo e 25g di inulina con l’olio.

Aggiungere alla maionese gli albumi. La farina, 5g di inulina e il lievito.

In ultimo aggiungere lo zucchero a velo e impastare fino ad amalgamare bene il composto.

Mettere l’impasto ottenuto a riposare in frigorifero almeno 1 ora prima di utilizzarlo.

 

 

Pasta frolla tradizionale* Pasta frolla Evolution
Valori nutrizionali per 100g

·         Proteine                        6,5 g

·         Grassi                           28 g

·         Carboidrati                    56,5 g

·         Fibra                             1 g

·         Energia                         504 Kcal

Valori nutrizionali per 100g

·         Proteine                   7 g

·         Grassi                    13 g

·         Carboidrati              12 g

·         Fibra                         8 g

·         Energia                364 Kcal

 

Confrontando i valori nutrizionali possiamo notare che la pasta frolla evolution ha meno della metà dei grassi della frolla tradizionalmente utilizzata per la pastiera e otto volte di più la quantità di fibra. Inoltre ci permette di risparmiare ben 140 kcal.

 

  • La scelta degli ingredienti può condizionare l’apporto di grassi

La preparazione del ripieno della pastiera prevede che il grano precotto deve essere cotto ulteriormente nel latte intero insieme allo strutto per ottenere un composto cremoso.

Anche in questa fase possiamo ridurre l’apporto di grassi scegliendo di cuocere il grano senza aggiungere lo strutto e utilizzando il latte scremato piuttosto che il latte intero, ottenendo ugualmente una consistenza cremosa adatta al ripieno della pastiera.

 

  • Eritritolo: dolcezza con meno zuccheri semplici

La farcita della pastiera prevede ben 350 grammi di zucchero che apportano circa 45g di zuccheri semplici per porzione. Per ridurre l’apporto di zuccheri senza rinunciare alla dolcezza dimezziamo la dose di zucchero a 175g ed aggiungiamo in pari quantità l’eritritolo, un dolcificante naturale a zero calorie molto versatile e gradevole nelle ricette.

 

Grazie alla Culinary Nutrition possiamo migliorare il profilo nutrizionale della pastiera così da concederci il piacere di una fetta di dolce senza sensi di colpa.

 

 

Maria Mattera

Dietista & Dott.ssa in Scienze della Nutrizione Umana

Culinary Nutritionist

 

 

 

 

 

 

 

 

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