Dieta Chetogenica per ” Affamare il Cancro”? Benefici Reali o Rischi Potenziali

La dieta dimagrante chetogenica (KD), che prevede cibi ad alto contenuto di grasso, moderati o bassi livelli di proteine, e dosi molto povere di carboidrati, induce nell’ organismo uno stato di chetosi, in quanto l’organismo umano, per rifornirsi di energia e non avendo a disposizione substrati energetici quali gli zuccheri deve bruciare i grassi producendo molecole chiamate chetoni.

 

A partire dalla nota teoria di Warburg per la quale “la causa principale del cancro è la sostituzione della respirazione dell’ossigeno nelle cellule normali con una fermentazione di zucchero”, alcuni autori hanno ipotizzato che una KD possa risultare utile anche nei malati di cancro in quanto ‘affamerebbe’ le cellule tumorali, dal momento che impedirebbe a queste ultime di disporre di glucosio per produrre energia e crescita.

In condizioni di scarsità di glucosio, l’organismo deve cercare   una forma alternativa di energia per le cellule tramite il fegato che produce quindi chetoni e acidi grassi, dei quali si riforniscono le cellule normali ma non quelle tumorali, che hanno mitocondri disfunzionali per presenza di difetti della catena di trasporto degli elettroni, che interrompono la normale produzione di adenosina trifosfato (ATP) dai mitocondri.

Il risultato è che le cellule tumorali diventano fortemente dipendenti dall’ATP che proviene dal meno efficiente (in assenza di glucosio) processo di glicolisi e pertanto restano senza “benzina”. Ma ci sono prove che una KD può essere davvero benefica nel trattamento del cancro? Ad oggi non c’è alcuna prova concreta che una KD possa in particolare curare i malati di cancro, anche se dati di case report e singole osservazioni suggeriscono che l’uso di KD è sicuro e tollerabile per i pazienti con cancro. Attualmente, nessuna delle principali organizzazioni per la cura del cancro raccomanda la   dieta chetogenica per i malati di cancro – o per la prevenzione del cancro.

Sul profilo della accettabilità va detto che la KD non brilla per palatabilità.  Seguire una KD infatti può essere difficile. Entrare in uno stato di chetosi richiede di seguire un piano dietetico rigoroso, composto da cibi ad alto contenuto di grassi come pancetta, panna e burro, limitando allo stesso tempo altre categorie di alimenti, come verdure e amidi come patate, cereali integrali e alcuni frutti. Questo drastico cambiamento nelle abitudini alimentari può portare a nausea e disturbi digestivi oltre alla perdita di peso involontaria e all’aumentato rischio di malnutrizione che ovviamente possono peggiorare la qualità della vita dei pazienti con cancro.

QUELLO CHE DEVI RICORDARE ……..

 

·    Alcuni studi hanno dimostrato un’associazione tra dieta chetogenica e riduzione di progressione di taluni tumori soprattutto cerebrali

 

·      NON POSSIAMO ANCORA AFFERMARE CHE SI TRATTI   DI UN ACCERTATA RELAZIONE CAUSA – EFFETTO!

 

·         LA DIETA CHETOGENICA E’ POCO PALATABILE  E LIMITA FORTEMENTE L’ INGESTIONE DI CIBI DI SOLITO GRADITI  (AMIDI, VEGETALI E FRUTTA FRESCA)

 

·    STUDI DI ASSOCIAZIONE TRA DIETE E CANCRO PRESENTANO UN BIAS LEGATO ALLA FORTE CENTRATURA DEI TRIAL SCIENTIFICI SUI FARMACI·

È importante capire che la ricerca sta studiando se una dieta chetogenica può rendere alcuni trattamenti contro il cancro più efficaci, non se una dieta chetogenica da sola sia un trattamento efficace.    
In alcuni studi , pochi per la verità, che hanno applicato la KD nel trattamento dei tumori (prevalentemente tumori cerebrali), la malnutrizione in realtà non si è verificata anche se la perdita media di peso era statisticamente significativa, e anche i dati di laboratorio quali  i livelli di lipidi o colesterolo nel sangue rimanevano stabili, e cosa piu’ importante le misure di QOL (Quality of life) sono migliorate e non vi sono stati eventi avversi gravi .

La nostra conclusione è che e’ necessario condurre trial più ampi su KD usando un approccio terapeutico randomizzato, anche se l’enfasi attuale su sperimentazioni che usano farmaci rappresentano un ostacolo formidabile alla conduzione di tali studi.

Un altro aspetto da considerare è che sempre più il successo delle cure oncologiche non può che dipendere da un approccio combinato per cui l’utilizzo di questo approccio dietetico va sempre integrato ad opzioni chemioterapiche e radioterapeutiche standard.

La combinazione di questo approccio dietetico con opzioni chemioterapiche e radioterapeutiche standard potrebbe aiutare a migliorare la   risposta al tumore ma sono necessarie ulteriori ricerche.

 

A cura del Professor Salvatore Palazzo e  della dott.ssa Monica Loizzo

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