Pesticidi negli alimenti: possiamo mangiare “tranquilli”

Da un’indagine del 2016, pubblicata alcuni mesi fa dall’autorità europea per la sicurezza alimentare – EFSA (European Food Safety Agency), risulta che il rischio di assumere un quantitativo di residui di pesticidi oltre i limiti massimi consentiti dalla legge (Maximum Residue Level – MRL) è basso, per i consumatori europei. I risultati dello studio, infatti, svelano il trend costante per i cittadini dell’UE di nutrirsi di cibo contenente un quantitativo di residui di pesticidi al di sotto dei limiti di legge.

Per arrivare a tali conclusioni sono stati analizzati 84.657 campioni provenienti da tutti i Paesi partecipanti all’inchiesta, per 791 pesticidi (Fig.1).

 

Fig.1. Paesi che hanno partecipato all’indagine e numero di campioni per ciascun Paese

I dati provenienti dall’indagine mostrano un risultato rassicurante: più del 96% dei campioni analizzati (n° 81.482) aveva una concentrazione di pesticidi entro i limiti massimi di legge e circa la metà dei campioni (50,7%) presentava una concentrazione di residui al di sotto della soglia di quantificazione.

I campioni analizzati provenivano sia da alimenti di origine vegetale sia animale: tra questi mele, cavolo cappuccino, lattuga, pesche, fragole, pomodori, segale, vino, latte vaccino, uova, strutto…

Analizzando nel dettaglio i risultati, si evince che i prodotti alimentari che avevano riportato i risultati migliori sono la segale, seguita dal cavolo cappuccio e dalle fragole, con tassi di eccedenza MRL rispettivamente di 0,7%, 1,1% e 1,8%. I maggiori eccessi erano stati riscontrati invece in mele (2,7%) e pomodori (2,6%).

Il componente decisamente più presente nei prodotti animali è risultato il rame (copper), predominante in muscolo e fegato, seguito dal DDT, presente soprattutto nella componente lipidica e nel muscolo dei campioni di origine animale, e dall’esaclorobenzene[1], principalmente presente nel latte (Fig. 2).

 

Fig.2. Tipologia e numero di quantificazioni di pesticidi in prodotti di origine animale

 

La maggior parte dei campioni testati (67%), proveniva da Stati membri dell’Ue, Islanda e Norvegia, il 26,4% da paesi terzi, mentre l’origine del 6,6% dei campioni è rimasta ignota. Anche riguardo la provenienza dei campioni più “sicuri”, l’Europa continua a mostrare ottimi risultati: solo il 2,4% dei campioni provenienti dai paesi dell’EEA[2] era al di sopra dei limiti di legge; percentuale invece più alta per i campioni provenienti da paesi extra-UE (7,2%). Di tutti i campioni analizzati, 4.173 riportavano valori eccedenti il MRL. In figura 3 sono riportati i pesticidi che sono stati riscontrati più spesso oltre i limiti consentiti dalla legge (Fig. 3).

 

 

Fig.3. Frequenza delle eccedenze MRL per pesticida e per provenienza dei campioni

L’Italia è maglia rosa dei grandi Paesi europei: solo l’1,9% dei campioni di alimenti analizzati presentava, infatti, residui di pesticidi oltre i limiti di legge e quasi il 65% era privo di residui quantificabili. In Germania ben il 3,8% dei campioni non era in regola, in Francia il 6,4%, in Spagna il 3,2% e nel Regno Unito il 4,3%.

L’indagine ha voluto testare anche alimenti biologici e prodotti per l’infanzia. Entrambe le tipologie di prodotto hanno riportato risultati ancora più “rassicuranti”. Tra i campioni di alimenti biologici (n° 5.495), il 98,7% era entro i limiti di legge e l’83,1% era privo di residui quantificabili. Per quanto riguarda gli alimenti per l’infanzia (n° 1.676 campioni di alimenti per neonati e bambini, tra quelli riportati nelle Direttive 2006/125/EC e 2006/141/EC) l’89,8% era privo di residui oppure i residui rientravano nei limiti di legge.

Qualora si volesse approfondire lo studio è possibile farlo attraverso la pubblicazione (fonte in calce), ma anche con uno strumento che ha recentemente sviluppato l’EFSA che permette di vedere i principali risultati per Paese o per prodotto alimentare e di confrontarli con gli anni precedenti: https://www.efsa.europa.eu/en/interactive_pages/Pesticides_report_2016.

 

 

 

Source:

EFSA 2018. The 2016 European Union report on pesticide residues in food. Disponibile all’indirizzo: https://efsa.onlinelibrary.wiley.com/doi/full/10.2903/j.efsa.2018.5348

[1] L’esaclorobenzene è largamente presente nell’ecosistema. Viene utilizzato soprattutto come fungicida per prodotti agricoli e come preservativo del legno e si forma però come prodotto secondario e/o impurezza della sintesi industriale di un gran numero di sostanze chimiche clorurate.

[2] Area Economica Europea: comprende I Paesi dell’UE più Islanda, Liechtenstein e Norvegia

 

 

A cura della dott.ssa Ilaria Proietti

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