ALIMENTAZIONE: LE NUOVE SFIDE NEL PIATTO

A cura di Gloria Brolatti

Chi l’ha detto che non c’è più nulla da scoprire? L’alimentazione è più che mai oggetto di studi e ricerche che conducono tutte in una direzione. Rivoluzionaria. Il cibo – bisogno, piacere e a volte killer – ci pone di fronte a nuove sfide. Mai come adesso la corretta nutrizione ha necessità di trovare utili punti fermi che partono dalla scienza per arrivare alla tavola. Una soluzione già c’è. Ed è alla portata di tutti e si chiama CUCINA EVOLUTION

È accertato: la prima causa di mortalità nel mondo è la cattiva alimentazione. Seguita da ipertensione (che spesso al cibo o agli stili di vita è comunque legata), seguita a sua volta dal fumo di sigaretta. Al quarto posto in classifica l’inquinamento ambientale, quindi il sovrappeso, poi il consumo di alcol e droghe, il colesterolo alto e, infine, la scarsa attività fisica.

Insomma, quello che mettiamo nel piatto è molto più importante di quanto ci muoviamo, dell’aria che respiriamo e perfino del fumo!scarica-pdf

In tal senso la scienza ha le idee sempre più chiare e dai più recenti dibattiti (vedi le Giornate dell’EFSA European Food Safety Authority tenutesi di recente a Parma) è emersa finalmente anche una risposta concreta.

Si tratta di un concetto nuovo, destinato a far venire parecchio mal di pancia (tanto per restare in metafora) alla densa, strabordante, ma anche tanto confusa informazione sul mangiar sano; e la risposta degli scienziati che NON piacerà ai media è questa: l’alimentazione che fa vivere bene, a lungo e in forma NON si basa su un solo nutriente consumato compulsivamente escludendone altri cinque, bensì consiste in un’alimentazione globalmente e complessivamente corretta, equilibrata e praticata con costanza.

In pratica, non ci sono basi scientifiche che giustifichino la spasmodica rincorsa al nutriente “magico” che risolve tutti i nostri problemi. Le ricerche più aggiornate in ambito nutrizionale dimostrano che un solo ingrediente o nutriente non può aumentare o diminuire il rischio di malattie né incidere sulla mortalità. È SOLO una “non dieta sana” nel suo complesso a incidere efficacemente sulla qualità e durata della nostra vita.

Un concetto difficile da veicolare e da titolare, che non fa sensazione. Vogliamo provarci insieme? Quanta informazione nutrizionale è distorta o approssimativa? Quante fake news circolano su quello che fa bene e quello che fa male? I benefici di papaya, zenzero e curcuma – tanto per citare nutrienti di tutto rispetto e in ogni caso preziosi se inseriti in una più ampia visione alimentare – sono “facili da strillare e titolare”. Quanto lo è invece la “non dieta sana”?

Eppure disinformazione, pregiudizi e concezioni errate imperano. I cibi light, o a basso tenore di grassi, vengono percepiti come prodotti che non fanno ingrassare e così vengono consumati in quantità eccessive. I prodotti a basso tenore di zucchero, oltre a essere oggettivamente meno buoni, di certo sono meno sazianti. E in ogni caso sono cibi di nicchia, colpiti dallo stigma dell’appellativo “dietetico”.

 

Quindi, dopo l’appello ai media – che invitiamo a collaborare in materia di alimentazione, riservando all’argomento lo spazio che merita, al di là degli effetti speciali e di news incerte ma più facilmente trasmissibili, facciamo anche un appello all’industria alimentare, che dovrà dedicarsi a studiare prodotti “nutrizionalmente corretti” – ovvero con meno sale e zucchero, meno grassi e più fibra, in una parola più equilibrati e sani, facendoli metaforicamente uscire dagli scaffali dedicati, per renderli protagonisti di una invasione altrettanto metaforica verso tutte le corsie.

Vincendo anche la sfida del gusto, cosicché il consumatore continui a scegliere ciò che ama pur consumando (finalmente) tutti i nutrienti equilibrati per il proprio fabbisogno. Senza MAI sentirsi a dieta. Magari riducendo un poco le porzioni… In modo che come ti giri, mangi sano, sei nel giusto nutrizionalmente parlando, e toh, guarda un po’, diventi (o resti) magro e ti ammali di meno!

È questo è il quadro aggiornato che giunge dalle ultime notizie scientifiche in fatto di alimentazione.

Ciò che però troppi ancora ignorano è che questo modo di nutrirsi corretto, coi prodotti giusti e con gusto, esiste già. Si chiama CUCINA EVOLUTION, lo ha portato in Italia Chiara Manzi, nutrizionista e docente universitaria che queste cose dice e fa da tempo, unica nel nostro Paese, con la sua Accademia di Culinary Nutrition. Anzi, lei e la sua scuola fanno di più, perché già collaborano con alcune grandi aziende nazionali e internazionali, “griffe” del cibo come Galbani, che ha affidato a Chiara Manzi lo “studio” e la messa a punto di prodotti buoni e sani davvero, cioè nutrizionalmente corretti – destinati alla grande distribuzione.

Inoltre, Chiara Manzi e la sua Accademia formano sia il consumatore “a domicilio”, attraverso libri di ricette e dirette Facebook, sia gli chef e i pasticceri che vengono invece formati attraverso i corsi di Culinary Nutrition. Fino a creare la rete di Ristoranti EVOLUTION che già esistono sul territorio e stanno diventando sempre più numerosi.

In pratica cosa fa Chiara Manzi? Elabora le più recenti e innovative scoperte scientifiche in fatto di alimentazione corretta e antiaging, le studia, le traduce in ricette e te le mette nel piatto. Vincendo anche la sfida del gusto.

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