Prevenire & Curare…Mangiando – A tavola contro il cancro con un commensale “di diritto”: il microbiota

A cura di Salvatore Palazzo e Monica Loizzo

II parte: COLTIVIAMOLO.

Se indaghiamo tra i milioni di germi che costituiscono la nostra impronta digitale intestinale genotipica e fenotipica , riusciamo a scoprire quelli che possono avere una azione anticancro, potendo così in via teorica fornire nuove armi biologiche nella terapia dei tumori.

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La Letteratura scientifica ha acclarato come i nostri comportamenti alimentari, alcuni riconosciuti come sconsiderati altri come virtuosi, possano riflettersi sul microbiota favorendo o inibendo la comparsa di neoplasie o la progressione di lesioni preneoplastiche.

Ad esempio, i probiotici somministrati per os sono da considerarsi a tutti gli effetti “modificatori della risposta biologica” in quanto in grado di esercitare il loro effetto sulla salute attraverso una combinazione di meccanismi, includenti lo spostamento competitivo di patogeni nel lume intestinale, nell’epitelio e nella mucosa intestinale; la produzione di proteine tossiche contro i batteri patogeni per l’ ospite; la produzione di substrati metabolici per il mantenimento della barriera intestinale e ultima, ma non meno importante, la capacità di modulazione della funzione immunitaria.

La letteratura scientifica documenta come la somministrazione di probiotici può modulare sia l’ immunità innata che quella adattativa.

In uno studio su topi nei quali era stato impiantato il melanoma, la somministrazione orale da sola di Bifidobacteria breve –tipicamente presente nello yogurt- ha rallentato lo sviluppo del tumore, mentre la stessa somministrazione orale in combinazione con l’immunoterapia ne ha addirittura arrestato la crescita in maniera completa. (Luis Vitetta, Comunicazione al Probiota Asia Summit Nov 2017)

Esiste anche un microbiota mammario all’interno del tessuto mammario, con diverse popolazioni di batteri, e questa diversità non dipende da una storia di allattamento: le donne con cancro al seno presentano in genere una maggiore abbondanza di Enterobacteriaceae , di Staphyolococcus  e di Bacillus rispetto alle donne senza cancro al seno. Gli studi che confrontano i profili microbici in donne sane e in quelli con carcinoma mammario possono rafforzare la nostra comprensione circa i diversi fattori che cooperano nello sviluppo del cancro al seno e aiutare nella individuazione di nuove terapie. Il Lactobacillus acidophilus, una famiglia di probiotici presente nello yogurt e kimchi, può raggiungere la ghiandola mammaria e ha un certo numero di effetti anti-cancro. Le donne che ingeriscono prodotti lattiero-caseari fermentati possono trarre benefici dalla protezione antiossidante dei probiotici: Lactobacillus e Lactococcus spp. sono più comuni nei tessuti sani del seno che in tessuti cancerosi, e possono avere un ruolo nella prevenzione del cancro al seno.

Verosimilmente l’ effetto è mediato dalla attivazione dei macrofagi, che cooperano con le cellule linfatiche in un’ azione altamente specifica antitumorali.

Pertanto i probiotici rivestirebbero un ruolo non solo come farmaci aggiuntivi, di supporto nelle terapie anticancro, in quanto capaci, attraverso il mantenimento dell’integrità della membrana intestinale, di ridurre la tossicità derivante da trattamenti contro il cancro come la radioterapia, ma giocherebbero un ruolo proattivo nella prevenzione e nel trattamento del cancro, attraverso la loro capacità di modulare la risposta immunitaria e il microbiota intestinale,

Pertanto, la farmacobiotica, definita come la somministrazione mirata di colture probiotiche vive, è la nuova frontiera di potenziali terapie dirette o coadiuvanti.

I batteri intestinali provenienti dalla digestione di frutta e verdura possono produrre un segnale chimico che colpisce il genoma umano, innescando cambiamenti che aiutano a prevenire il cancro. Il meccanismo attraverso il quale i batteri “buoni” nell’intestino possono controllare l’espressione dei geni nelle nostre cellule, e di conseguenza come una dieta sana abbia un ruolo protettivo contro i tumori , è stato chiarito da uno studio in cui si è visto che alcuni acidi grassi a catena corta prodotti dai batteri nell’intestino dalla digestione di frutta e verdura, possono influenzare la composizione del genoma delle cellule che compongono il rivestimento intestinale e quindi influenzarne il comportamento.

I batteri possono influire sulla risposta dell’organismo al tumore e aiutare a prevenirne così alcuni tipi: studiando topi, che avevano perso la maggior parte dei batteri nel loro intestino, i ricercatori hanno infatti mostrato che rispetto a topi normali, le loro cellule contenevano maggiori quantità di alcune specifiche proteine dette HDAC2, collegate ad un aumentato rischio di cancro del colon-retto.

 

BIBLIOGRAFIA

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(Vitetta L. et al. , Adjuvant Probiotics and the Intestinal Microbiome: Enhancing Vaccines and Immunotherapy Outcomes, Vaccines 5(4):50 · December 2017)

(Luis Vitetta, Comunicazione al Probiota Asia Summit Nov 2017)

(Jennifer Brubaker, The breast microbioma: a role for probiotics in breast cancer prevention, Microbial Sciences, 8 Jul 2017)

( Ferreira, R.B.; Antunes, L.C.; Finlay, B.B. : Should the human microbiome be considered when developing vaccines? PLoS Pathog. 2010 Nov 18;6(11):e1001190)

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Chunxu Gao, et al., Gut Microbe–Mediated Suppression of Inflammation-Associated Colon Carcinogenesis by Luminal Histamine Production, American Journal of Pathology, October 2017 Volume 187, Issue 10, Pages 2323–2336

 

 

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