Prevenire è meglio che curare… (Demo)

Si apre una nuova rubrica del Journal, dedicata ai bambini, perché se la Culinary Nutrition e Cucina Evolution sono la risposta alle esigenze nutrizionali dell’uomo moderno, possono a maggior ragione esserlo per i bambini e per tutta la famiglia!

In questa sezione verranno quindi pubblicati articoli dedicati alle principali problematiche nutrizionali dell’infanzia, consigli per le mamme, per i genitori, che sono i primi responsabili delle scelte alimentari dei propri figli, per i nonni, che sono parte fondamentale nell’educazione dei bambini e anche delle loro scelte alimentari; si consiglieranno ricette, proposte operative che siano semplici da realizzare, ma anche buone, per una corretta e gustosa alimentazione dei bambini.

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Una rubrica che vuole essere uno strumento di diffusione di conoscenza, di promozione della dieta mediterranea corretta, ma anche concretamente un aiuto pratico per portare sulla tavola delle famiglie con bambini piatti belli, buoni e che facciano bene, e che finalmente siano anche graditi, gustati e apprezzati dai bambini!

 

Questo proverbio, conosciuto da tutti, è ormai divenuto uno slogan nell’ambito della salute.

Però questo slogan non è soltanto uno slogan, per fortuna! E’ una affermazione densa di significato e sicuramente oggi, dopo decenni di evidenze in merito, ogni professionista sanitario può senza dubbio affermare che uno stile di vita corretto e una sana alimentazione possono aiutare a prevenire le malattie. Ma quali sono quei comportamenti – stile di vita e alimentazione – che ci permettono di intraprendere un percorso idoneo alla profilassi di numerose patologie?

 

Sappiamo con certezza che la risposta a questa domanda è: “la dieta mediterranea”!

Questo modello alimentare, caratterizzato dal consumo quotidiano di frutta e verdura di stagione, cereali e legumi, pesce e carne, uova, formaggi e olio d’oliva, combinati in modo tale da ottenere ogni giorno un equilibrato apporto di macronutrienti, favorisce il consumo di acidi grassi monoinsaturi rispetto agli acidi grassi saturi.

Numerosi studi hanno dimostrato infatti che la dieta mediterranea gioca un ruolo nella prevenzione delle malattie neurodegenerative, delle malattie cardiovascolari, del diabete di tipo 2, dell’obesità. I micronutrienti inclusi in questo regime alimentare hanno infatti proprietà antiinfiammatorie e possono concorrere alla diminuzione dei valori di LDL (il cosiddetto colesterolo cattivo), dello stress ossidativo, dei trigliceridi e anche del rischio di mortalità cardiovascolare. (1)

Riconosciuta nel 2010 dall’Unesco come patrimonio culturale immateriale dell’umanità, garantisce quindi salute e longevità.

In più i suoi benefici non riguardano solo la salute del nostro organismo ma anche lo sviluppo e la promozione dell’interazione sociale, così come il rispetto per il territorio e per la biodiversità del pianeta, costituendo infatti un modello alimentare sostenibile con un basso impatto ambientale: la dieta mediterranea impatta sull’ambiente il 60% in meno rispetto a quella “americana” (quegli alimenti per i quali i nutrizionisti consigliano un consumo maggiore, che sono alla base della nostra tradizione gastronomica, hanno un impatto ambientale minore rispetto agli altri alimenti che vanno invece consumati in quantità ridotte). (2)

Sono numerose le iniziative sorte a livello locale, regionale, nazionale e mondiale per promuovere la diffusione di corrette informazioni nutrizionali proprio perché uno stile di vita frenetico e stressante (la vita sedentaria, la globalizzazione, l’odierno approccio al cibo) ci sta allontanando dai piatti tipici della tradizione, piatti che hanno garantito nei secoli uno sviluppo sano nell’area mediterranea.

L’Italia è considerata la patria della dieta mediterranea e nonostante questo in Italia ci ammaliamo, e con noi i nostri bambini, di malattie legate allo stile di vita e all’alimentazione: si assiste ad un’epidemia dilagante di sovrappeso, obesità, patologie cardiovascolari, diabete e tumori, e tutto ciò fin dall’infanzia.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità i bambini in eccesso ponderale nel mondo sono 44 milioni. Lo studio “OKKIO alla Salute” costituisce una solida fonte di dati epidemiologici sugli stili di vita dei bambini della scuola primaria e rappresenta la risposta istituzionale italiana al bisogno conoscitivo del problema del sovrappeso e dell’obesità nella popolazione infantile. Da una sintesi dei dati dello studio, effettuata nel 2014, emergono abitudini alimentari scorrette, che possono favorire l’aumento di peso: l’8% dei bambini salta la prima colazione, il 31% fa una colazione non adeguata (ossia sbilanciata in termini di carboidrati e proteine) e il 52% fa una merenda di metà mattina abbondante. Il 25% dei genitori dichiara che i propri figli non consumano quotidianamente frutta e/o verdura e il 41% dichiara che i propri figli assumono abitualmente bevande zuccherate e/o gassate. Per quanto riguarda l’attività fisica e la sedentarietà nel 2014 il 16% dei bambini non ha svolto attività fisica il giorno precedente l’indagine, il 18% pratica sport per non più di un’ora a settimana, il 42% ha la TV nella propria camera, il 35% guarda la TV e/o gioca con i videogiochi più di 2 ore al giorno e solo 1 bambino su 4 si reca a scuola a piedi o in bicicletta. (3)

 

Un altro studio molto interessante in merito è lo studio ZOOM8, sempre del 2014, che ha esaminato un campione di 1.740 bambini italiani di 8-9 anni valutando l’aderenza di questi bambini alla dieta mediterranea. Per valutare l’aderenza alla dieta mediterranea si utilizzano un questionario di frequenza alimentare e sullo stile di vita e l’indice KIDMED, un indice che prevede un punteggio da 0 a 12 dato dalla somma di 16 domande, somministrate alla famiglia e al bambino, inerenti l’alimentazione quotidiana. Valori uguali o minori di 3 indicano una scarsa aderenza alla dieta mediterranea; valori compresi tra 4 e 7 descrivono una media aderenza; valori uguali o maggiori di 8 indicano un’ottima aderenza a questo regime alimentare. Dai risultati è emerso che l’aderenza dei bambini italiani alla dieta mediterranea è tra le più basse d’Europa. Infatti solo il 5% dei bambini risulta avere un’alta aderenza (il 62,2% media e il 32,8% bassa). La scarsa aderenza è dovuta ad un basso consumo di frutta e verdura, legumi e latticini mentre si evince un alto consumo di prodotti da forno confezionati per la colazione e dolciumi. Per circa un terzo del campione si documentano ostacoli al consumo di frutta, verdura e legumi: tra i principali soprattutto il fatto che ai bambini non risultano particolarmente graditi. L’indice di aderenza non ha mostrato differenze statisticamente significative con BMI e sesso, mentre sono dimostrate differenze significative con: consumo di pasti a scuola, il gradimento dei pasti offerti dalla scuola, fare colazione con la famiglia, non avere accesso libero al cibo, disponibilità di frutta e legumi, gradimento per le verdure, alto livello dell’istruzione materna, tempi ridotti davanti a tv e schermi in generale, grandezza della popolazione nel posto di residenza. (4)

Tralasciando la menzione ad altri lavori che evidenziano gli errori nutrizionali della popolazione infantile, l’impatto dell’obesità e le conseguenti ripercussioni sulla salute (a breve e lungo termine) sottolineano come sia prioritario e necessario contrastare tempestivamente, fin da piccolini, tale fenomeno. Se nell’adulto la salute viene influenzata dall’alimentazione, questo è ancor più vero e valido per l’infanzia. La “teoria del programming” nell’alimentazione dell’infanzia ci spiega come le scelte alimentari in epoche precoci della vita influenzino a lungo termine la salute, fino all’età adulta. (5)

Quindi per i bambini è ancor più vero che prevenire è meglio che curare!

 

Dott.ssa Stefania Brescia

Medico di Medicina Generale

Culinary Nutritionist

 

 

Bibliografia

  1. www.ospedalebambinogesu.it Obesità infantile: la dieta mediterranea riduce il rischio di fegato grasso.
  2. www.uppa.it Mangiare sano rispettando l’ambiente.
  3. Okkio alla Salute. Documento di sintesi del 2014.
  4. Int J Food Sci Nutr. 2014 Aug;65(5):621-8. Epub 2014 Feb 17. Adherence to the Mediterranean diet in Italian school children (The ZOOM8 Study). Roccaldo R, Censi L, D’Addezio L, Toti E, Martone D, D’Addesa D, Cernigliaro A; ZOOM8 Study group.
  5. Buone pratiche per l’alimentazione e l’attività fisica in età prescolare: promozione e sorveglianza. Progetto finanziato dal Centro per il Controllo delle Malattie del Ministero della Salute nell’ambito del Programma Europeo “Guadagnare Salute” e realizzato dall’Unità per la Ricerca sui Servizi Sanitari e la Salute Internazionale dell’IRCCS Burlo Garofolo di Trieste, Ottobre 2010.