NUOVE FRONTIERE DEL PACKAGING: PACKAGING ATTIVO, EDIBILE E “BIO” (Demo)

IL PACKAGING

Il packaging alimentare svolge importanti funzioni legate non solo a contenere i cibi, ma anche e soprattutto a proteggerli dal deperimento aumentandone cosi il tempo di conservazione e permettendone il trasporto anche in luoghi lontani dalla sede di produzione. In questo modo si va nella direzione della riduzione degli sprechi, con lo scopo di raggiungere l’obiettivo “nutrire il pianeta”, che era il tema dell’Expo 2015.

Accanto a queste funzioni il packaging permette inoltre a un’azienda di presentare il proprio prodotto, promuovendone la scelta da parte del consumatore, e comunicare i propri valori cercando di entrare in sintonia con il potenziale cliente. In più, l’etichetta affissa sulla confezione informa circa i valori nutrizionali e le modalità di conservazione, e può anche suggerire i modi di consumo.

Negli ultimi anni, al packaging si è demandata una nuova funzione, che è quella di preparare e servire una pietanza: sono sempre più diffuse infatti le confezioni monoporzione in cui è possibile direttamente cuocere e consumare un prodotto senza utilizzare pentole e piatti. In maniera simile, si trovano sempre più frequentemente in commercio confezioni contenenti frutta già sbucciata o dolci pronti da consumare solo dopo apertura dell’involucro.

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SCELTA DEI MATERIALI

Una notevole importanza va data alla scelta del materiale da usare a contatto con l’alimento, sia per questioni di impatto ambientale che di sicurezza.

La scelta del materiale è legata infatti al problema delle possibili migrazioni di molecole indesiderate in seguito al contatto con gli alimenti, nel rispetto dei regolamenti dell’Unione Europea che impongono buone pratiche di fabbricazione affinché qualsiasi potenziale trasferimento agli alimenti non implichi pericoli per la salute umana, modifiche inaccettabili della composizione del prodotto alimentare o un deterioramento delle sue qualità organolettiche.

 

MATERIALI A CONTATTO CON ALIMENTI: IL PARERE DELL’EFSA

Dopo opportune consultazioni e approfondimenti della tematica, nel gennaio 2016 l’EFSA ha pubblicato il proprio parere scientifico, attestando che i materiali di confezionamento dei prodotti alimentari e i contenitori (quali bottiglie, tazze e piatti, utilizzati per migliorare la manipolazione e il trasporto degli alimenti) possono contenere sostanze chimiche in grado di migrare negli alimenti.

Ciò rende necessario affinare la valutazione della sicurezza riguardo le sostanze chimiche usate nella realizzazione dei materiali a contatto con gli alimenti.

 

BIOPOLIMERI

Negli ultimi anni in contrapposizione alla produzione ed uso di polimeri sintetici, largamente utilizzati per il packaging, è sempre più presente l’esigenza di disporre di materiali più sostenibili in grado di rispondere alle esigenze dell’industria e del consumatore.

Tenuto in debito conto la crescente attenzione posta al tema della sostenibilità ambientale, nonché

la progressiva diminuzione della disponibilità di fonti petrolifere, cambiare oggi strategia nell’ambito del packaging alimentare, e non solo, è sempre più una opportunità oltre che una necessità. Di conseguenza è cresciuto l’interesse verso i biopolimeri o bioplastiche, polimeri derivati da materiali di origine vegetale e rinnovabili. In questa ottica lo sviluppo di materiali impiegati per produrre imballaggi sostenibili risulta essere una prerogativa di primaria importanza sia per i produttori che per gli utilizzatori del packaging, oltre a risultare di particolare attenzione per il consumatore.

 

IL PACKAGING ATTIVO

Tra le proposte innovative destinate a rivoluzionare in un prossimo futuro il settore del packaging alimentare, ma eventualmente anche quello dei settori farmaceutico e cosmetico, un ruolo prominente verrà assunto dal packaging attivo.

Con il termine di packaging attivo si intende un confezionamento in grado di interagire con il suo contenuto, con effetti positivi.

Packaging attivi attualmente in commercio e correntemente impiegati nel confezionamento degli alimenti sono in genere limitati. Esempi sono i foglietti assorbenti in grado di assorbire il liquido che si libera dalla carne o dal pesce fresco confezionato in vaschette, bustine “assorbi-ossigeno” che consistono in piccoli sacchetti aggiunti nelle confezioni sigillate con lo scopo di sequestrare gas presenti nella confezione e quindi rallentare la crescita microorganismi e ridurre possibili alterazioni, materiali “assorbi-etilene”, sostanza naturale prodotta dalla frutta durante la maturazione la cui eliminazione rallenta il processo di maturazione.

Questo tipo di materiali possono consentire il rilascio di aromi, enzimi, antiossidanti e antimicrobici con il preciso scopo di contrastare la deperibilità degli alimenti e presentano indubbiamente una notevole, indiscussa innovazione.

REALIZZAZIONE DI PACKAGING ATTIVO “BIO” ED “EDIBILE”: UNO SPIN-OFF DELL’UNIVERSITA’ DI PARMA

In questa ottica di continua innovazione nel campo del packaging alimentare può essere collocato quello che possiamo definire “packaging edibile”, cioè costituito da materiale commestibile impiegato per rivestire prodotti alimentari ricalcando il modello degli involucri naturali. Si tratta di materiale biodegradabile che può essere consumato assieme all’alimento consentendo di ridurre l’impatto ambientale e sostituendo, del tutto o in parte, gli imballaggi costituiti da plastiche di sintesi.

Indubbiamente il packaging edibile riguarda un settore di nicchia che in futuro avrà un considerevole sviluppo e, per le sue innovative caratteristiche potrà soddisfare le sempre più crescenti esigenze dei consumatori in termini di salute e sicurezza e rispondere alle richieste dell’industria, per la quale l’estensione della shelf-life dei prodotti è diventata un fattore chiave per competere in un mercato sempre più globalizzato.

High Materials Innovation è uno spin-off dell’Università di Parma che si occupa dello sviluppo, del controllo e della vendita di trattamenti superficiali e materiali innovativi e di consulenza nel settore del food contact material. Un gruppo di ricerca universitario (foto1) che opera all’interno di questo spin-off ha realizzato un packaging attivo edibile a base di polisaccaridi di origine naturale nel quale possono essere incorporati olii essenziali con azione antiossidante e antibatterica quali timo, rosmarino, origano, o opportunamente funzionalizzati con ingredienti alimentari di origine naturale in grado di conferire all’alimento proprietà organolettiche desiderate.

Foto 1 – Foto del gruppo di ricerca: Claudio Corradini, Chiara Bignardi, Daiana Grimaldi, Daniela Carà, Paola Salvadeo, Antonella Cavazza

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IL PRODOTTO

Il materiale innovativo sviluppato può essere impiegato come liquido da vaporizzare direttamente sugli alimenti, oppure utilizzato per produrre pellicole opportunamente “funzionalizzate” con sostanze naturali aventi proprietà antiossidanti ed antibatteriche (foto2). Inoltre può inglobare anche vitamine, probiotici e nutraceutici, allo scopo di arricchire un alimento dal punto di vista sia nutrizionale che funzionale. La pellicola ottenuta è completamente biodegradabile, può essere ingerita insieme all’alimento, non contiene allergeni, e protegge il prodotto dal deperimento, prolungandone la shelf-life.

Foto 2

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Nella figura (foto 3) è riportato un esempio di applicazione su hamburger: in basso, dopo 72 ore di conservazione in frigorifero, si può notare la differenza di colore della carne protetta dal film edibile, che si mantiene di un rosso vivo e non sviluppa cattivo odore. Ottimi risultati sono stati ottenuti anche con frutta sbucciata e tagliata (foto4).

Foto 3

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Foto 4

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Prof.ssa Antonella Cavazza