News dal mondo scientifico – Una “dolce” causa del tumore al seno (Demo)

Il junk food, o cibo spazzatura, è di nuovo sotto accusa.

Questa volta ad essere sul banco degli imputati sono in particolare gli alimenti ad alto contenuto di zuccheri, come bevande gassate o salse, sempre più presenti, ahimé, nella dieta occidentale non solo americana. Già accusati di essere una delle cause di obesità e malattie cardiache, ora gli alimenti ricchi di zuccheri, e in particolare di saccarosio, sembrano avere un impatto significativo anche sullo sviluppo di tumore al seno.

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Ad affermarlo un recente studio pubblicato da ricercatori del prestigioso MD Anderson Cancer Center, Università del Texas, sulla rivista scientifica Cancer Research.

Dopo aver somministrato a cavie di laboratorio diverse dosi di saccarosio, paragonabili a quelle delle diete occidentali, gli studiosi americani hanno scoperto che una dieta ricca di saccarosio aumenterebbe la proliferazione delle cellule tumorali della ghiandola mammaria ma anche la probabilità di una sua diffusione attraverso la produzione di metastasi polmonari.

La correlazione tra consumo elevato di zuccheri e carcinoma mammario è legata probabilmente alla generazione di uno stato infiammatorio provocato proprio da un apporto eccessivo di zuccheri nella dieta. In particolare, una dieta ricca di zuccheri semplici aumenterebbe l’espressione di un sistema enzimatico, la 12-LOX (12-lipossigenasi), e del suo metabolita arachidonato, il 12-HETE, che faciliterebbero lo sviluppo di tumore e la diffusione delle metastasi.

Gli scienziati hanno approfondito ulteriormente la ricerca, andando a identificare la molecola responsabile di tale correlazione, tra le due che compongono il saccarosio: glucosio e fruttosio, somministrando ai topi le due molecole separate. I risultati ottenuti suggeriscono che è il fruttosio il principale responsabile dello sviluppo del tumore al seno e delle metastasi, il quale ha un effetto maggiore rispetto al glucosio.

Nonostante venga messo in relazione diretta, per la prima volta, il consumo elevato di zuccheri alimentari (saccarosio/fruttosio) con lo sviluppo di tumore al seno e di metastasi, il meccanismo molecolare che è alla base di questa relazione non è tuttavia ancora completamente noto e altri studi sono necessari per identificarlo.

I risultati di questo studio sono, senza ombra di dubbio, molto interessanti. Tuttavia, per evitare inutili allarmismi è importante sottolineare il fatto che si tratta di un singolo studio e che i test sono stati effettuati al momento solo su cavie e non ancora su esseri umani. I risultati potrebbero essere infatti confutati o confermati da altri studi.

Questa ricerca offre anche lo spunto per ricordare (se ce ne fosse ancora bisogno) l’importanza di mangiare in modo sano, cercando di ridurre l’assunzione di zuccheri semplici, dolci e bevande zuccherate. Via libera invece a fibra (contenuta ad esempio in frutta, verdura, legumi e cereali integrali) e zuccheri complessi, quali pasta, riso o patate). Ciò non solo per ridurre la possibile incidenza di tumore, ma anche obesità e malattie non trasmissibili, quali diabete e malattie cardiovascolari.

Ilaria Proietti: JRC – Commissione Europea

Fonte: Jiang Y, Pan Y, Rhea PR, Tan L, Gagea M, Cohen L, Fischer SM, Yang PA. Sucrose-Enriched Diet Promotes Tumorigenesis in Mammary Gland in Part through the 12-Lipoxygenase Pathway. Cancer Res. 2016 Jan 1;76(1):24-9. doi: 10.1158/0008-5472.CAN-14-3432.

Perché limitare lo zucchero e come fare?

Sempre più ricerche mettono in luce l’impatto negativo che gli zuccheri hanno sul nostro stato di salute. Lo zucchero è un carboidrato esattamente come quelli che troviamo nella pasta, nonostante ciò, le linee guida per una corretta alimentazione ci invitano a limitare l’assunzione di zucchero semplice a <15% delle calorie giornaliere.

Ad esempio per una persona adulta e sana che può assumere ogni giorno 2000 kcal è possibile consumere circa 75g di zuccheri semplici. Sembrano tanti, ma in fondo non lo sono!

Considerando che un’alimentazione salutare prevede due frutti al giorno e un bicchiere di latte o yogurt, che in totale contengono circa 40 grammi di zuccheri semplici, ce ne restano solo altri 35g da spendere. Questo se si ha l’accortezza di non assumere bevande zuccherate e se non si aggiunge zucchero nel caffè, poiché bastano 3 cucchiaini di zucchero e un bicchiere di cola o tè freddo per raggiungere i 75g consentiti.

L’importanza di ridurre il consumo di zuccheri semplici sta nel fatto che se assunti in eccesso si trasformano in grasso da riserva che nel tempo porta all’aumento di peso e quindi all’obesità, che com’è noto, è tra le principali cause di tumori, di patologie cardiovascolari e diabete. In poche parole è nemico del benessere e della longevità.

Parlando di zuccheri sfatiamo anche il mito del fruttosio e dello zucchero di canna.

Il fruttosio è uno zucchero presente soprattutto nella frutta e nel miele, ma si trova in commercio anche come dolcificante in polvere. A prescindere dalla provenienza, un eccessivo consumo di fruttosio (quindi anche un eccessivo consumo di frutta) provoca un aumento del grasso viscerale, diminuisce la sazietà e la sensibilità all’insulina, aumenta i livelli di trigliceridi nel sangue e probabile responsabile dello sviluppo di tumori.

Per quanto riguarda lo zucchero di canna, questo non è molto diverso dallo zucchero bianco. Infatti, apporta le stesse calorie ed è sottoposto a tutti i processi di raffinazione come lo zucchero bianco, tranne l ’ ultimo stadio della decolorazione. Il suo maggior contenuto di minerali come calcio, ferro e potassio è talmente scarso da essere irrilevante per la salute del consumatore!

Gli alimenti più ricchi di zucchero sono senza dubbio i dolci.

C’è una bella notizia, possiamo ridurre la quantità di zuccheri semplici! Come?

  • Sostituendo, in parte o del tutto, lo zucchero con l’eritritolo, un dolcificante naturale che non è metabolizzato dal nostro organismo e quindi non entra nei processi energetici e tantomeno tumorali.
  • Utilizzando latte senza lattosio in cui questo zucchero è “predigerito”, cioè già scisso in un mix di glucosio e galattosio che ha un sapore doppiamente dolce rispetto al solo lattosio. Pertanto, usando latte delattosato, possiamo diminuire le dosi dello zucchero. Per esempio se la ricetta prevede mezzo litro di latte, utilizzando la stessa quantità di latte senza lattosio possiamo diminuire la dose di zucchero di 20 grammi.

Maria Mattera :Dietista & Culinary Nutritionist