Lemme lemme (Demo)

Secondo il Dizionario Treccani la parola “ lemme” deriverebbe dal latino “sollemnis”, letteralmente “solenne” ma anche “sacro”, “cerimonioso” e starebbe ad indicare un modo di incedere , di presentarsi, o di agire , lento ma sicuro, ed aggiungerei, ponderato e rassicurante , in una parola, affidabile. Da qui la locuzione avverbiale “lemme lemme” che indica e racchiude in se il senso completo di tali significati.

Ora, astraendo da etimologie e grammatica, se accostiamo quel significato all’esuberante Lemme che abbiamo visto – ed ahimè ascoltato – più volte nei salotti televisivi, salta agli occhi la contraddizione dei termini.

Cosa c’è, infatti, di rassicurante ,cerimonioso o solenne nelle dichiarazioni di questo personaggio che si presenta , ospite di una trasmissione televisiva molto seguita, dichiarando di essere in grado “di curare il Diabete e presto anche il Cancro”.

Dovere morale e professionale impongono, prima di ogni altra considerazione, di dire che tali affermazioni sono totalmente false e fuorvianti e possono creare in coloro che ascoltano false aspettative e speranze. Sono affermazioni false poiché non sono supportate da alcun dato scientifico né da alcuna pubblicazione scientifica controllata a firma del Sig. Lemme che ne comunichi, alla comunità scientifica in primo luogo ed al Mondo intero in secondo, la validità, affidabilità e , elemento indispensabile che caratterizza ogni risultato scientifico, la riproducibilità .

Bene ha fatto Chiara, in quella sede, a rimarcare la pericolosità di quelle affermazioni e soprattutto come la “dieta “ che questo Personaggio propaganda non sia assolutamente in grado di conseguire il risultato prospettato.

Bene ha fatto, l’Ordine dei Medici di Roma a prendere una dura posizione in merito al Personaggio ed alla miriade di “diete” e “professionisti improvvisati che possono mettere a repentaglio la sicurezza dei pazienti”.

Altre volte abbiamo criticato il concetto stesso di “dieta” affermando ,al contrario, come una corretta e salutare abitudine alimentare non debba prevedere cibi vietati o messi al bando ma come siano i semplici accorgimenti suggeriti dalla Culinary Nutrition a rendere qualunque piatto della tradizione , dolci compresi, compatibile sia con il mantenimento e, non in pochi casi , esaltazione del gusto, sia con la salvaguardia del benessere. Ancora una volta, dunque cibo giusto, quello cioè buono e che fa bene.

Il Sig. Lemme, dunque, non merita altro tempo e spazio, se non per riaffermare come, un tema come quello dell‘alimentazione , del suo rapporto con la salute e lo stare bene, sia un terreno sul quale si misurano personaggi leciti e meno leciti, opinioni controverse , indicazioni e linee di condotta antitetiche tra loro . Non esiste, lo riaffermo ancora una volta, un alimento che di per se cura le malattie. Esiste un insieme di accorgimenti che se tradotti nella pratica quotidiana ci consentono di mangiare con gusto e ridurre il nostro rischio di ammalare.

Al Sig. Lemme, dunque, non mi resta che consigliare di iscriversi al nostro Master, magari anche Lui, imparerà finalmente qualcosa di utile.

Michele Rubbini