Ciao Bud. Quando le abbuffate di fagioli entrano nel mito (Demo)

Ci ha lasciato in questi giorni Bud Spencer, attore icona dello stile “spaghetti – western” che insieme all’inseparabile Terence Hill ha segnato un’epoca per il cinema italiano. Certo, Carlo Pedersoli (questo il nome all’anagrafe di Bud, nato a Napoli il 31/10/1929) è stato un grande sportivo (come nuotatore e giocatore di pallanuoto ha partecipato alle Olimpiadi), e ha preso parte anche a film drammatici di spessore storico come “Quo vadis?” di Mervyn LeRoy (fu la sua prima apparizione sul grande schermo) o “Cantando dietro i paraventi” di Ermanno Olmi. Ma nell’immaginario collettivo trionfa il Bud di “Continuavano a chiamarlo Trinità”, di “Io sto con gli ippopotami” o di “Altrimenti ci arrabbiamo!”: il gigante buono che a suon di scazzottate madornali mette in riga i delinquenti, per poi rifocillarsi in memorabili scene di abbuffate. Dalla serie dei film di “Trinità” le sue scorpacciate di fagioli sono diventate un emblema del genere cinematografico tanto amato dagli italiani, al punto che su internet si trovano oggi ricette di “Fagioli alla Bud Spencer”.

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Chissà se Bud sapeva (probabilmente sì) che i legumi sono antiaging? «I legumi – spiega Chiara Manzi, presidente dell’Art joins Nutrition Academy –  rappresentano uno degli alimenti più preziosi per la nostra salute. Un tempo considerati cibo dei poveri, oggi sono annoverati tra gli alimenti funzionali grazie all’alto contenuto di fibre che rallenta e in parte impedisce l’assorbimento di grassi e carboidrati, facendo un importante sconto sulle calorie dei pasti: fino al 20%. Se li mangiamo nella giusta quantità, non esageriamo con i condimenti e li cuciniamo in modo da non disperdere le virtù nutritive, i legumi ci proteggono da numerose malattie. Inoltre i legumi sono anche ricchi di proteine, minerali e polifenoli, preziose molecole bioattive che rallentano l’invecchiamento e svolgono un’azione preventiva nei confronti dei tumori e delle malattie cardiovascolari. Sarebbe bene consumarli almeno 2 volte a settimana, sia a pranzo che a cena. A pranzo l’alto contenuto di fibra rallenta l’assorbimento di zuccheri e grassi fornendo alle cellule energia a lento rilascio. Dunque, se durante il giorno abbiamo bisogno di essere molto attivi, riceveremo energia poco a poco senza provare fame per varie ore dopo il pasto». E questo i personaggi di Bud Spencer lo avevano capito bene. Indubbiamente.

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